Mercatini di Natale a Trento  

Le casette di legno in Piazza Fiera - 28 novembre 2008   

 

 

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                            Tradizionale Aro d'ingresso ai mercatini

Alle 18 di sabato 22 novembre, la fanfara degli alpini ha dato il via all'edizione 2008 del mercatino di Natale di piazza Fiera, che punta a raggiungere i 500 mila visitatori e superare quindi i 490mila dello scorso anno. Gli squilli di tromba più imponenti sono stati però quelli di Facchinelli, presidente di Trento Fiere, che ha messo in guardia preventivamente i «soloni» che criticano il mercatino etichettandolo come eccesso consumistico. L'arrivo di centinaia di migliaia di persone secondo il presidente non è un segnale di corsa al consumo:«Non si vendono telefonini a rate e non si pubblicizza la finanza artificiosa.

Questa manifestazione non verrà molto influenzata dalla crisi dei consumi». L'invito agli alpini ha il 

il significato di «cercare di diventare popolari come loro, conosciuti da tutti». Il mercatino di Trento punta infatti a diventare punto di riferimento per l'Italia centro-settentrionale, ma anche per una fascia di clientela medio alta del sud.«Per questo abbiamo cercato di attirare anche chi può fare due giorni in città attraverso una pubblicità mirata». Trento e Bolzano non si fanno concorrenza perchè puntano su due clientele diverse: Trento guarda a sud, Bolzano a nord. Differenze anche nelle cifre: 700 mila presenze a Bolzano nel 2007, 490 mila a Trento. Per la promozione a Trento si sono spesi 70 mila euro, in Sudtirolo per i 5 mercatini cifre ben maggiori. Settanta gli espositori a Trento che pagano complessivamente 185 mila euro per i diritti di superficie, ottanta espositori e 160 mila euro versati a Bolzano. Sono stati coinvolti decine di associazioni, musicisti, cantanti per

 Casette di legno sotto le mura, ai mercatini di Natale

 

le iniziative itineranti sul territorio. In sintesi quindi non solo consumo ed affari, ma anche possibilità di incontro, come indicate quel «Se fossi fuoco» di Cecco Angiolieri proiettato sulla facciata del Torrione. Tanti trentini, soprattutto giovani, hanno approfittato ieri degli assaggi gratuiti in occasione dell'inaugurazione. A ruba al solito vin brulè, canederli, polenta. Se la parte interna di piazza Fiera era assediata, in quella più esterna il passeggio riusciva più agevole. Molti stand sono di casa al mercatino, poche le novità rispetto agli scorsi anni. Dalle «luganeghe» con le aggiunte sfiziose più svariate (mele, semi di finocchio, mirtilli) fino alla tradizionale oggettistica per l'albero di Natale. Il grande albero all'ingresso

 

 

  Albero di Natale all'ingresso nord dei mercatini

 

del mercatino quest'anno proviene da Sant'Orsola. Sul lato sud di piazza Fiera campeggiano luminarie particolari sugli alberi spogli: dei led che simulano la caduta della neve. Neve che potrebbe ha fatto capolino in città lunedì 24 e oggi venerdì 28 novembre e quindi per il secondo fine settimana di «invasione» dei turisti. «Creerà qualche problema per gli espositori, ma darà certamente un'atmosfera consona al momento natalizio. Si spera insomma che non ci siano ripercussioni sugli acquisti, nonostante il momento economico difficile, anche se nella prima settimana del mercatino non si sono viste moltissime borse uscire da piazza Fiera, forse si aspetterà la tredicesima, poi si vedrà. Comunque questo mercatino ribadisce la sua natura non consumistica, anche se per un mese diventerà il luogo preferito per gli happy hour dei giovani trentini. Anche perchè di fronte al vin brulè non c'è spritz che tenga.

 

 


 

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