Una settimana in Trentino 

Alessandra - Visita a Limone - 10 giugno 2008 - Pomeriggio 

 

 

Enio Home Page Foto Scattate Nell'Occasione 2008  Indice   di   Riferimento 2007  Visita a Innsbruck  

 

Oggi è arrivata a farci visita Alessandra, resterà da noi per una settimana. Decidiamo vista la bella giornata di portarla a visitare Limone sul Garda. Lei ne ha sentito tanto parlare che non vede l'ora di arrivarci. E' situata sulla sponda destra del Lago di Garda per chi viene da Trento e per arrivarci bisogna percorrere la vecchia strada denominata Gardesana, stretta e piena di gallerie buie e umide. Comunque queste piccole difficoltà val la pena di affrontarle perchè la cittadina merita di essere vista. Questa è la città dove le persone vantano la più lunga permanenza su questa terra, sani e con pochissime malattie. Non sarà la Shangrilà romanzesca, dove gli indigeni felici conoscevano l'immortalità; e neppure uno di quei villaggi alpestri del Caucaso, dove vivono appartati patriarchi ultracentenari. Ma certo Limone sul Garda, paesino di 900 abitanti sulle sponde del lago omonimo, in provincia di Brescia, qualcosa di speciale ce l'ha: se non fosse così, non verrebbero a visitarlo ogni anno decine di scienziati americani, giapponesi e di vari altri Paesi del mondo, né i giornalisti di grandi testate come National Geographic, e scrittori, e persino filosofi e monaci  

buddisti.  Tutti costoro accorrono a studiare la stessa cosa: il segreto della singolare longevità di chi vive in quest'angolo quasi nascosto dell'Alto Garda. Limone ha infatti qualche decina di abitanti ultraottantenni in ottima salute, una percentuale ben superiore a quella di altre comunità analoghe; ma soprattutto sembra avere fra i suoi nativi un indice statistico insolitamente basso di malattie del cuore e delle arterie. Il segreto che giornalisti e scienziati vengono a studiare, in realtà, è stato svelato almeno in parte da una ventina d'anni: da quando, cioè, è stata isolata nel sangue di alcune famiglie di Limone una proteina anomala, la "Apolipoproteina A- l-gene Limone". Che potrebbe essere definita un vero "spazzino chimico": ripulisce le pareti delle arterie dai grassi che negli anni vi si accumulano, e così facendo tiene a bada i nemici più temuti delle stesse arterie, l'infarto e l'arteriosclerosi. La scoperta dell'Apo A-l, come viene comunemente chiamata, si deve a un docente milanese, il direttore della cattedra di Chemioterapia dell'Università Statale, Cesare Sirtori. Quest'ultimo, nell979, venne interpellato da un collega ospedaliero per un caso a dir poco    

misterioso: un paziente sottoposto a esami, un ferroviere originario appunto di Limone, aveva nel proprio sangue valori altissimi di colesterolo e trigliceridi; eppure il suo cuore e le sue arterie sembravano appartenere a un ragazzino. I nuovi accertamenti svolti da Sirtori portarono alla verità: non solo nel   sangue del paziente, ma anche in quello del padre e della figlia c'era l'Apo A-l. Partì allora uno screening, un'indagine di massa 8 fra tutti gli abitanti di Limone: un buon numero di essi risultò portatore dell'Apo A-l, e dai registri parrocchiali si poté accertare che tutti discendevano più o meno direttamente da una stessa coppia, vissuta nel Seicento.Cristoforo Pomarolo e Rosa Giovannelli, questi i nomi dei coniugi geneticamente "colpevoli", appartenevano a due famiglie trasferitesi a Limone dal Trentino nel l636; sposatisi nel l644, avevano avuto un figlio, Giovanni Pomaroli, che a sua volta si era sposato con una donna 

 

 

Alessandra

 

originaria di Manzano, nella diocesi di Trento, Fiorenza Vettori. Da queste primissime radici, l'albero genealogico si sviluppa poi per molti rami, tutti vicini o incrociati fra loro: erano assai frequenti, infatti, i matrimoni fra cugini o comunque consanguinei. Un fatto perfettamente spiegabile con il secolare isolamento geografico e storico di Limone: avamposto ai confini estremi della Lombardia, in una zona che fino ai primi anni Trenta era raggiungibile solo in barca, dal lago, o dopo lunghe marce per le montagne che chiudono il lembo meridionale del Trentino. Lo stesso isolamento, secondo gli scienziati, può spiegare anche un altro fatto: l'insolita frequenza di un raro gruppo sanguigno, marcato dal fattore RH negativo. Fra gli abitanti di Limone si riscontra un numero doppio di soggetti RH negativi rispetto alla media del resto d'Italia. Ma questo gruppo sanguigno non sembra avere alcuna particolare proprietà terapeutica. Mentre, nel caso dell'Apo A-l, a ogni nuova tappa della ricerca si schiudono spiragli imprevisti e promettenti. Per esempio, alcuni scienziati americani ritengono che l'A-I non si limiti a "spazzare" le pareti delle arterie, ma penetri addirittura all'interno delle cellule, trasportando il colesterolo in superficie e poi 

 

 

Battello di collegamento Limone Malcesine

 

rimuovendolo. Inoltre, in combinazione con altre apolipoproteine, potrebbe funzionare come sostanza antinfiammatoria in alcune forme di artrite, e forse avere qualche indicazione terapeutica anche nel morbo di Alzheimer. E non è tutto: alcuni laboratori stanno studiando le possibilità di impiego dell' Apo A-l contro certe complicazioni dell' Aids e nelle tecniche di fecondazione artificiale (a quanto pare, funzionerebbe da "ricostituente" per gli spermatozoi, rendendoli più mobili, attivi e resistenti). Ma tutto ciò non ha più a che fare con i longevi gardesani di Limone. Il loro è un segreto a più facce, e probabilmente non si fonda solo sull'Apo A-l. Altri cofattori di lunga vita e buona salute possono essere certamente il clima, la dieta e i ritmi di vita. Come dice lo stesso nome del paese, su questa sponda del Garda crescono floridi e abbondanti gli agrumi ma anche gli olivi e i cedri, e molte altre specie vegetali mediterranee. Il clima è dolce, senza mai sbalzi eccessivi, il grado di insolazione è generoso, i tassi di inquinamento atmosferico sempre al di sotto dei livelli di attenzione. E, da secoli, la dieta tradizionale di questa popolazione sembra disegnata e calibrata da un clinico-dietologo specializzato nella lotta al colesterolo: molta vitamina C, grazie appunto al consumo di agrumi; pochi grassi, grazie alla sana abitudine di mangiare spesso il pesce del lago, o anche all'olio locale extra vergine, di cui si decantano le doti di leggerezza. Forse, più ancora di qualsiasi alimento o proteina anomala, nella conquista della longevità vale la tranquillità di una vita appartata, dai ritmi saggi, non travolgenti: ma questo l'aveva già scoperto un signore di nome Virgilio, che neppure conosceva il microscopio elettronico, o la genetica, o la parola "stress".

 

 Castel Beseno  Scultore Augusto Perez  Continua

 

 

Enio Home Page Foto Scattate Nell'Occasione 2008  Indice   di   Riferimento 2007  Visita a Innsbruck