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Una settimana in Trentino
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accessi alle Valli del Noce e di Cembra. Il rilievo di Beseno s'erge al vertice del triangolo, intensamente oggi messo a vigneto con base all'Adige e lati al Rio Secco a nord ( Besenello ), al Rio Cavallo a sud ( Calliano ). Le due comunità infatti si spartiscono il terrirorio che ambientalmente, come storicamente, costituisce il tramite tra il bacino Atesino-Logariano e il bacino Atesino-Trentino. Tutto attorno gira lo spettacolo di monti di media
altitudine. Il settore del massiccio della Vigolana o Scanucchia, di cui fa parte il dosso, è dai geografi incluso nelle Prealpi Venete e così è per l'intera dorsale che fiancheggia ad oriente la Valle Legarina. La catena del Monte Bondone, che conclude la valle a occidente è inclosa nelle Alpi Retiche. Castel Beseno era il vertice delle fortificazioni e assume importanza vitale perchè ne era altresì il cardine più importante, non fosse altro per positura geografica e autorevolezza. Passati dalla prima porta, detta della Saracinesca, che è il vero ingresso al cuore del castello, si entra nella cinta più interna del muro, si sale poi per una strada brecciata dominata dall'alto dai bastioni e dalle cortine di mura inframezzate da torrette di guardia. Il bastione che protegge questo ingresso è rivolto verso Trento, costruito dai Trepp nel 1534 insieme agli altri due. Grosse palle di cannone di sasso sono infisse nel prato lapideo di colore rosso, sotto le linee delle cannoniere. Lo stemma dei Trapp, magistralmente scolpito in una lastra di calcare bianco con la data "Anno Domini 1534" della ricostruzione del castello è murato sotto la larga merlatura piena tra la quale emerge una garitta e sporgono altresì dei mensoloni per il sostegno di apprestamenti difensivi pensili. Il portale ampio a pieno sesto è anch'esso di calcare bianco fregiato appunto dello scudetto dei Trapp, è contenuto nella lunga cornice lapidea che conteneva le scanalature della saracinesca. Andiamo avanti lentamente guadandoci intorno estasiati, per la bellezza del luogo e per i panorami della valle che si godono, facendo il giro di guardia sui muri esterni. All'interno naturalmente non mancano delle sale interessanti ricche di armature dell'epoca ricostruiti fadelmente, che ogni visitatore può indossare ( corsetto in rete pesantissimo ) o imbracciare per rendersi conto della pesantezza di simili strumenti di morte. In una sala ci sono rappresentati, a grandezza naturale, due cavalieri, vestiti di tutto punto che duellano o cercano di farlo, su due cavalli che poveretti, non si riesce proprio a capire come possano portare sulla groppa cotanto peso. Per le altre notizie rimando alle altre visite fatte negli anni passati e documentate, sia letteralmente che fotograficamente, nel mio SitoWeb
Finita la visita quì a Castel Beseno, siamo andati a Rovereto e quì ci siamo fermati a mangiare nella centralissima Piazza Rosmini in attesa che aprissero le visite al locale castello dove perennemente è esposta una mostra sulle guerre ( Museo della Guerra ) che consiglio di visitare a tutti per rendersi conto della stupidità umana che rivolge le sue armi contro un suo simile. Quì sono documentati fatti e conservate armi sia della I che della II guerra mondiale. Con lo stesso biglietto è possibile visitare, nel sotterraneo del castello, una grossa quantità di cannoni e studiarne la sua tremenda efficacia di morte e la loro evoluzione nel tempo.
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