Una settimana in Trentino 

Alessandra - Visita a Castel Beseno - 14 giugno 2008   

 

 

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Ieri ha piovuto per tutto il giorno e stamattina, anche se il cielo è coperto, ci recheremo in visita al Castel Beseno di Besenello. Si parte, come al solito alle 10. Fino a Besenello in macchina poi si risale in macchina il pendio del Monte, su strada stretta e asfaltata fino ad arrivare allo spiazzo nei pressi del castello. Da qui si sale a piedi, circa 15 minuti, fino alla prima porta di ferro, quella del muraglione di cinta. La salita bisogna prenderla piano,sopratutto se si è da poco fatto colazione, altrimenti in cima rischia di mancare il fiato. Arrivati alla biglietteria si acquistano i biglietti, 8 euro in due adulti, e si prosegue nella salta. Fatti pochi passi, li subito a destra, si può ammirare il "campo" dei tornei, dentro le mura, con un prato all'inglese che si estende per un centinaio di metri. Si ricomincia a salire per arrivare all'ingresso principale, sormontato da un enorme bastione, quello a nord, con le sue minacciose finestre nel muro tanto che io mi aspetto da un momento all'altro di veder sbucare i cannoni a vomitar ferro e fuoco sulla valle sottostante. Questo è uno dei più vasti e articolati complessi di costruzione feudale che i secoli hanno conservato in questo settore del versante meridionale della catena alpina. E' di rilevante importanza per lo studio e la conoscenza della genesi dell'evoluzione e

del tramonto dei castelli alpini e per la storia della vicenda castellana Trentina. La massa bastionale e turrita occupa l'intera sommità della collina a curiosa forma di cesto capovolto oppure di elmo pentolare, che sbarra la valle del Rio Cavallo, localmente detto Rossbach, là dove sbocca nella valle atesina, con una gola profondamente incisa in destra, nelle rupi sedimentarie della collina stessa. In sinistra. in quella del Monte Padella, estremità nord del massiccio del Monte Finocchio e con un potente conoide. La posizione del castello, come si può vedere è di vitale importanza, baluardo insormontabile, sulla strada di Trento, posizionato su un caratteristico punto della Val Lagarina ove si innesta il facile passaggio per la Val D'Astico e il Vicentino attraverso l'altopiano di Folgaria. Un quadrilatero di ragguardevoli fortezze Medievali, presiedeva questa regione che è di grande interesse anche sotto l'aspetto geografico, oltre che storico: Nomi e Barco sulla sponda destra dell'Adige, Beseno e Pietra su quella sinistra. Tale concentrazione di castelli a sud di Trento corrisponde a quella a nord della città, a corona del Piano Rotaliano. L'una fungeva da baluardo e da filtro alla Chiusa di Calliano ( Località Murazzi ), l'altro preludeva alla Chiusa di Salorno ( Salurn ) in quanto nodo atesino sugli 

accessi alle Valli del Noce e di Cembra. Il rilievo di Beseno s'erge al vertice del triangolo, intensamente oggi messo a vigneto con base all'Adige e lati al Rio Secco a nord ( Besenello ), al Rio Cavallo a sud ( Calliano ). Le due comunità infatti si spartiscono il terrirorio che ambientalmente, come storicamente, costituisce il tramite tra il bacino Atesino-Logariano e il bacino Atesino-Trentino. Tutto attorno gira lo spettacolo di monti di media

 

altitudine. Il settore del massiccio della Vigolana o Scanucchia, di cui fa parte il dosso, è dai geografi incluso nelle Prealpi Venete e così è per l'intera dorsale che fiancheggia ad oriente la Valle Legarina. La catena del Monte Bondone, che conclude la valle a occidente è inclosa nelle Alpi Retiche. Castel Beseno era il vertice delle fortificazioni e assume importanza vitale perchè ne era altresì il cardine più importante, non fosse altro per positura geografica e autorevolezza. Passati dalla prima porta, detta della Saracinesca, che è il vero ingresso al cuore del castello, si entra nella cinta più interna del muro, si sale poi per una strada brecciata dominata dall'alto dai bastioni e dalle cortine di mura inframezzate da torrette di guardia. Il bastione che protegge questo ingresso è rivolto verso Trento, costruito dai Trepp nel 1534 insieme agli altri due. Grosse palle di cannone di sasso sono infisse nel prato lapideo di colore rosso, sotto le linee delle cannoniere. Lo stemma dei Trapp, magistralmente scolpito in una lastra di calcare bianco con la data "Anno Domini 1534" della ricostruzione del castello è murato sotto la larga merlatura piena tra la quale emerge una garitta e sporgono altresì dei mensoloni per il sostegno di apprestamenti difensivi pensili. Il portale ampio a pieno sesto è anch'esso di calcare bianco fregiato appunto dello scudetto dei Trapp, è contenuto nella lunga cornice lapidea che conteneva le scanalature della saracinesca. Andiamo avanti lentamente guadandoci intorno estasiati, per la bellezza del luogo e per i panorami della valle che si godono, facendo il giro di guardia sui muri esterni. All'interno naturalmente non mancano delle sale interessanti ricche di armature dell'epoca ricostruiti fadelmente, che ogni visitatore può indossare ( corsetto in rete pesantissimo ) o imbracciare per rendersi conto della pesantezza di simili strumenti di morte. In una sala ci sono rappresentati, a grandezza naturale, due cavalieri, vestiti di tutto punto che duellano o cercano di farlo, su due cavalli che poveretti, non si riesce proprio a capire come possano portare sulla groppa cotanto peso. Per le altre notizie rimando alle altre visite fatte negli anni passati e documentate, sia letteralmente che fotograficamente, nel mio SitoWeb

 



 

Finita la visita quì a Castel Beseno, siamo andati a Rovereto e quì ci siamo fermati a mangiare nella centralissima Piazza Rosmini in attesa che aprissero le visite al locale castello dove perennemente è esposta una mostra sulle guerre ( Museo della Guerra ) che consiglio di visitare a tutti per rendersi conto della stupidità umana che rivolge le sue armi contro un suo simile. Quì sono documentati fatti e conservate armi sia della I che della II guerra mondiale. Con lo stesso biglietto è possibile visitare, nel sotterraneo del castello, una grossa quantità di cannoni e studiarne la sua tremenda efficacia di morte e la loro evoluzione nel tempo.

 

 

 

Malcesine  Scultore Augusto Perez  Limone

 

 

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